martedì 21 novembre 2017 - aggiornato alle ore 14:51        

Umbria Jazz, Wayne Shorter incanta l’arena del Santa Giuliana

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PERUGIA – Una leggenda del jazz, Wayne Shorter, ieri sera a Umbria Jazz con il suo più ambizioso lavoro, Emanon, che a settembre uscirà su disco. Sul palco dell’arena, con il solito quartetto (Danilo Perez al piano, John Patitucci al contrabbasso e Brian Blade della batteria) anche l’Orchestra da camera di Perugia, forte di 37 elementi, diretta da Clark Rundell. Emanon è un’opera complessa che solo un musicista che in molti ritengono il più geniale compositore jazz dell’età moderna poteva concepire. + una suite in quattro movimenti dai titoli evocativi (Pegasus, Lotus, Prometheus unbound, The three Marias) ispirata ai temi del mito, dei supereroi e della science fiction, cui Shorter si è affezionato fin da bambino. Il sassofonista di Newark (84 anni il prossimo agosto) vi ha lavorato per molto tempo. Musicalmente è una partitura che lo stesso Shorter definisce “complicata”.

E difatti ha richiesto tempi più lunghi del previsto per la produzione del disco Blue Note (nel quale suona la Orpheus Chamber Orchestra). Si tratta in larga parte di un’opera eseguita leggendo la partitura, e gli spazi destinati all’improvvisazione, con il solo quartetto, sono precisi, molto limitati e in ogni caso perfettamente saldati con le parti orchestrali. Emanon dunque è a tutti gli effetti una “scrittura jazz” che sottolinea e valorizza una dimensione poco frequente in una musica che al contrario è sostanzialmente improvvisata.

Il clima dell’opera gioca sui toni forti, talvolta enfatici e addirittura epici, che l’orchestra, dopo mesi di prove sulle carte inviate da Shorter, ha dimostrato di saper restituire con proprietà. Alla fine, standing ovation degli oltre 2.000 spettatori. Nella prima parte del concerto Shorter ha suonato con il solo quartetto, una delle formazioni più stabili delle ultime stagioni jazz, con i suoi 16 anni di attività alle spalle. I musicisti viaggiano a memoria lungo i sentieri del jazz moderno, suonando una musica ora vibrante, più spesso riflessiva. Un set in crescendo di un gruppo che probabilmente non ha rivali nel jazz contemporaneo.

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