PALAZZO CESARONI IERI E OGGI

di Lucio Lupo Marsicano/ Con l’elezione (domani? Dopodomani?) del presidente dell’Assemblea Regionale, e dei due Vice, riparte il treno (dei desideri?) del nuovo regionalismo. Dal 1970 ad oggi 19 “timonieri” si sono avvicendati alla giuda. Ricordo il primo, il socialista Fiorelli, la sua passione, la sua autorevolezza. Lo chiamavano “il tigre” e quando si candidò per il Senato ( ma la fortuna non gli arrise) coniò lo slogan:

“metti un tigre al Senato”! Poi il comunista Gambuli che seppe sempre interpretare la funzione della terzietà. La presidenza del Repubblicano Arcamone e le sue partite di tennis con il capo dell’opposizione Angelini aprirono una nuova stagione grazie alla quale tra maggioranza e opposizione cadde il muro dell’incomunicabilità. Con l’indipendente Abbondanza la cultura occupò spazi di rilievo mentre con Enzo Paolo Tiberi un pizzico di goliardia congiunta all’autorevolezza dell’uomo determinarono un nuovo clima. Ecco quindi il socialista Lorenzini; “Velio” per i garofani del consiglio, Dottore (medico) per il resto del mondo. Panfili. Borgognoni, Bartolini e Neri segnarono il ritorno del PC alla massima carica dell’Assemblea! Dopo di che ecco arrivare un giovane cattolico del quale amici, e non, dissero: “questo giovane farà molta strada” e a vedere dove si trova oggi c’è solo da dire che la profezia (Castellani?) era azzeccata. Un bello spazio lo merita Spinelli Republic…Uno (come soleva definirsi) poeta vernacoliere che dopo aver ripetutamente richiamato i colleghi consiglieri alla puntualità decise, e fu un successo, di convocare l’Assemblea con un atto formale ma scritto in rima dialettale! La cosa funzionò. Il ternano Liviantoni già DC (ma secondo noi… ancora) esercitò due volte il mandato con quella autorevolezza (doro fanfa ecc…ecc..) da tutti riconosciuta e ricordata. Pranzava alla Bouvet del Palazzo Cesaroni e lo chiamavano “5 noci” perché di quello si nutriva! Dunque poeti, scrittori ma anche un pittore: il rifondatore Tippolotti e poi il professore Bracco (oggi meno GIOVANE ma ancora correntiziamente …TURCO. Questo breve amarcord si conclude con Eros! apprezzato Presidente, ha anche scalato il vertice Nazionale della Consulta dei Presidenti dell’Assemblea. Avremmo potuto dire di più e meglio; di questo siamo convinti, ma come può concludere un sedicente corsivista (già chierichetto)? : “questo è quanto passa …il convento! Oppure: “è arrivato un’altro frate … brodo lungo e seguitate. E se al Cesaroni invece di un frate arrivasse una SU(era)ORA ? E per questa eventualità ecco pronto un detto: “il giorno più bello?, oggi !/la cosa più facile! Sbagliarsi! / l’errore più grave! Rinunciare! / il sentimento più brutto? Il rancore !/ il regalo più bello? Il perdono! /quello indispensabile? La famiglia/ ! Alè

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