75 ANNI DI REPUBBLICA

di Pierluigi Castellani

Anche quest’anno la festa del 2 giugno è celebrata in modo sobrio dalle più alte cariche dello Stato ed anche la popolazione non potrà assistere alla tradizionale parata, né accedere ai giardini del Quirinale. Ma questa sobrietà imposta dal covid-19 non deve diminuire affatto il grande significato che ancora giustamente deve essere connesso alla data del 2 giugno. 75 anni orsono gli italiani furono chiamati a scegliere nelle prime elezioni libere ed a suffragio universale tra la monarchia e la repubblica. La maggioranza degli italiani con nettezza, nonostante tentativi dei circoli monarchici di mettere in dubbio la correttezza del voto, scelsero la repubblica. La monarchia era troppo compromessa con il ventennio fascista, aveva avvalorato le leggi razziste e la fuga  del re dalla capitale lasciandola in mano alle forze tedesche era apparso un gesto di viltà, che non poteva essere apprezzato dalle forze antifasciste che si erano trovate unite nella lotta della resistenza. Umberto II, dopo il risultato del voto, lasciò l’Italia per l’esilio portoghese senza riconoscere la sconfitta della monarchia. Chi era ancorato al passato stentava a vedere nella scelta repubblicana quella cesura netta, che gli italiani volevano nei confronti del passato , aspirando ad un futuro di libertà e democrazia. Quel voto per la repubblica significava proprio questo: una scelta netta per un regime democratico e parlamentare dopo il ventennio fascista. E questo significa ancora oggi ricordare quel lontano 2 giugno del 1946. Ma con un avvertimento. Le ultime vicende legate alla crisi da pandemia, le difficoltà che il nostro paese ha avuto nel rapporto con l’UE, la ventata sovranista e populista che ha invaso l’Italia ed anche l’Europa stanno lì a ricordare che la democrazia non è una conquista per sempre, ma deve essere alimentata e rafforzata ogni giorno perché ha bisogno di una convinta adesione ad un sistema di reciproca tolleranza e di rispetto dei diritti umani sancirti nella nostra costituzione. Anche i recenti avvenimenti che hanno interessato la democrazia americana debbono servire da ammonimento. La democrazia americana è la più grande ed antica democrazia dell’occidente, eppure l’assalto a Capitol Hill da chi non riconosceva l’esito del voto, che ha posto fine all’era di Donald Trump, sta a dimostrare, che non tutto è acquisito per sempre e che la democrazia ha pericolosi avversari da cui bisogna sempre stare in guardia. Per fortuna la democrazia italiana, pur non vantando i lunghi anni di storia della democrazia americana e di quella inglese,  ha quegli anticorpi che la possono mettere al riparo da pericolosi tentativi. Un libero parlamento eletto democraticamente con voto popolare, un Capo dello Stato che garantisce il rispetto della costituzione ed assicura l’unità della nazione, la netta affermazione dei diritti della persona sanciti nella nostra costituzione, una libera ed indipendente magistratura, una diffusa democrazia articolata nei comuni, nelle province, nelle regioni, una solida ed autonoma società civile, tutto questo caratterizza la nostra democrazia e la mette al riparo da scorciatoie populiste ed autoritarie. Ma il pericolo può essere sempre dietro l’angolo, ad esempio mettendo in forse il ruolo della rappresentanza parlamentare. Celebrare questi 75 anni  di repubblica serve proprio a rammentare agli italiani, e soprattutto alle nuove generazioni., quanto sia necessario custodire il patrimonio di libertà e di democrazia che questi anni rappresentano.