TORNA A SUONARE LA CAMPANELLA

di Pierluigi Castellani

Mai come quest’anno l’inizio del nuovo anno scolastico è stato così tormentato, così carico di polemiche, come in questo 2020. Ai consueti ritardi e disfunzioni, che la scuola subisce ad ogni inizio di anno, si sono aggiunte tutte le difficoltà che la lunga stagione di chiusura dovuta al lockdown ha comportato. Mancano ancora docenti, personale ATA, banchi monoposto , in alcuni casi anche aule , ma nessuno poteva immaginare che un complesso sistema scolastico come il nostro, che interloquisce con governo, regioni, enti locali, servizi di trasporto  e che ha come utenti milioni di ragazze e ragazzi, potesse trovarsi del tutto pronto alla riapertura del nuovo anno  quando la scuola è stata chiusa dal marzo scorso. Certo, si poteva pensare prima a indire i concorsi, a intervenire sull’edilizia scolastica, ma bisogna pur tenere conto che la scuola italiana viene da decenni di tagli e di economie e quindi finché non c’è stata qualche certezza sulle risorse, e questo è avvenuto con il recovery fund e l’abbandono dell’austerity da parte dell’Europa, era difficile provvedere in tempo a tutte le nuove necessità che la sicurezza dal contagio da coronavirus ha imposto. Ha facile gioco l’opposizione a prendere di mira il governo ed in particolare la ministra Azzolina, dimenticano che i ritardi e le responsabilità per i tagli sulla scuola hanno origine dai governi quando anche l’opposizione governava. Ora si tratta di augurarci tutti che i nostri giovani trovino finalmente, in sicurezza, il modo di risocializzare con i loro compagni e che riprendano con lena il gusto dello studio e dell’approfondimento culturale. Ci sarà ancora bisogno, almeno in parte, dello studio a distanza, ma anche questa occasione non deve andare persa, perché può servire  alle nuove generazioni, ed anche ai docenti,  a prendere confidenza con le nuove tecnologie informatiche  che, ben usate, possono offrire nuovi spazi ed opportunità di conoscenza. In Umbria sono poche le scuole che ritarderanno la partenza. E’ stato fatto quanto necessario per assicurare la regolarità della ripartenza anche con le definizione della dotazione organica aggiuntiva che dovrà far fronte alle nuove emergenze. Si tratta di 1100 assunzioni a tempo di personale docente e non docente che dovrà essere attinto dalle apposite graduatorie all’uopo predisposte. Si farà in tempo? Speriamo di sì. Gli uffici amministrativi periferici della pubblica istruzione ogni anno per l’inizio delle lezioni sono chiamati ad un forte impegno, così come i capi di istituto sui quali incombe la responsabilità dell’organizzazione della scuola. Sarebbe bene che tutti, forze politiche, sindacati, famiglie e genitori depongano per un momento le armi delle polemiche e delle recriminazioni per dare ai giovani che affrontano il nuovo anno scolastico l’assicurazione che tutto il paese è con loro nella consapevolezza che la scuola è un bene prezioso per tutti e che solo con la scuola si prepara il futuro dell’Italia.