Ast, Lucia Morselli scrive agli operai e la ThyssenKrupp torna in attivo dopo 3 anni

La Morselli parla direttamente agli operai. L’amministratore delegato di Ast, la notte scorsa, ha fatto appendere ai cancelli dello stabilimento un comunicato di due pagine nel quale illustra la posizione dell’azienda. Nel documento conferma “l’intenzione di mantenere l’integrità del sito produttivo di Terni escludendo qualsiasi ipotesi di smantellamento di impianti”.

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

“L’amministratore delegato, dopo 4 mesi dall’inizio del suo incarico, anche su sollecitazione di alcuni dipendenti, ritiene opportuno fornire un quadro informativo sulla situazione aziendale in essere.

Per quanto riguarda gli azionisti, l’amministratore delegato conferma l’impegno della ThyssenKrupp a rilanciare AST come produttore di riferimento di acciaio inox nel mercato europeo e conferma come la stessa ThyssenKrupp non abbia intenzione di iniziare alcun processo di vendita di AST. Per quanto riguarda le attività aziendali, l’ad conferma l’intenzione di mantenere l’integrità del sito produttivo di Terni escludendo qualsiasi ipotesi di smantellamento degli impianti. Nei prossimi due esercizi saranno in funzione entrambi i forni. L’obiettivo è quello, nonostante i risultati negativi degli ultimi sei anni, di dimostrare come sia possibile arrivare a un ragionevole livello di profittabilità con tale assetto produttivo e quindi con entrambi i forni in funzione. Se questo risultato sarà raggiunto e se il mercato ne giustificherà l’utilizzazione, i due forni continueranno a operare insieme. E’ per questo che è essenziale che nel corso dei due prossimi esercizi venga fatto ogni sforzo per raggiungere i necessari livelli di efficienza ed i conseguenti livelli di risparmio di costi che sono stati fissati in una riduzione di circa 100 milioni di euro.

L’obbiettivo è ambizioso ma è indispensabile per salvare l’azienda, riportarla in sicurezza e da qui rilanciarla con aggressività e determinazione per garantirsi un ruolo da protagonista nel mercato mondiale. Nelle riduzioni di costo previste figura un risparmio del costo del lavoro di circa 30 milioni di euro che AST ha pianificato di raggiungere con 290 esuberi e una riduzione dell’onere del contratto integrativo per circa 14 milioni di euro. Sono sacrifici molto dolorosi ma, dagli esuberi, vanno dedotti 165 colleghi che, ad oggi, hanno già pianificato di lasciare l’azienda e, per quel che riguarda l’integrativo, il sacrificio è richiesto perché riduce di 260 il numero complessivo degli esuberi, come inizialmente previsto, consentendo così ad AST di mantenere un organico strutturato per una capacità produttiva di circa un milione di tonnellate.

L’azienda ha deciso inoltre di sostenere i colleghi che intendono risolvere il loro rapporto di lavoro con un contributo straordinario di 80 mila euro. Nonostante le riduzioni di costo previste, e a garanzia del piano di rilancio, nei prossimi anni saranno effettuati importanti investimenti per migliorare la qualità dei nostri impianti produttivi, incrementare i livelli di sicurezza e aumentare la protezione dell’ambiente. Sono confermate le spese di ricerca e sviluppo per fornire prodotti innovativi ai clienti ed è previsto il trasferimento della linea produttiva del freddo, da Torino a Terni, incrementando così la capacità produttiva del sito.

L’amministratore delegato è molto preoccupato degli effetti che la prolungata chiusura aziendale sta avendo sul futuro dell’azienda. La mancanza di produzione e spedizione ai clienti sta facendo, non solo perdere ricavi attuali ma, soprattutto, commesse e contratti che sono indispensabili per garantire il futuro della società. Non c’è AST senza clienti. Nel rispetto più assoluto delle forme di mobilitazione che vengono adottate, L’amministratore delegato non può che constatarne le conseguenze che, purtroppo, sono quelle di allontanare progressivamente AST dal proprio mercato. AST si augura che presto l’azienda possa ritornare alla normale operatività così da costruire insieme ai dipendenti, fornitori e clienti , il proprio futuro non solo di efficienza, di produttività, di sicurezza e di serenità familiare e sociale, ma, soprattutto, di grande successo e prestigio che AST e la città di Terni possiedono come eredità preziosa da valorizzare e accrescere”.

Intanto la Thyssenkrupp torna in attivo. La multinazionale, proprietaria di Ast, riporta i conti in attivo dopo tre bilanci in perdita, e distribuisce utili agli azionisti. Nell’esercizio 2013-14, concluso a settembre, il gigante tedesco ha realizzato un utile netto di 210 milioni di euro, più che raddoppiando il risultato operativo (Ebit) a 1,3 miliardi di euro.

Grazie al rigoroso programma di risparmio ThyssenKrupp è riuscita a riprendere il corso delle acciaierie in Brasile. Come segnale della svolta positiva nei bilanci, agli azionisti andranno dividendi per 11 centesimi ad azione dopo due anni senza guadagni”. L’anno scorso la multinazionale aveva chiuso il bilancio in perdita di 1,4 miliardi di euro. Molti analisti avevano previsto un risultato peggiore per l’anno in corso.

Il colosso dell’acciaio tedesco ha anche annunciato il prolungamento del contratto del presidente Heinrich Hiesinger fino al 2020. Per l’anno in corso Hiesinger punta a far crescere l’Ebit almeno a 1,5 miliardi di euro, per poi puntare ai 2 miliardi. “Il bilancio 2013/2014 – ha commentato il presidente del gruppo – marca una pietra miliare nello sviluppo del nostro risultato” aziendale.

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