Briccialdi: lavoratori senza stipendio da tre mesi

La RSU dell’ISSM Briccialdi, ricevuta dal Presidente in data 1° febbraio u.s. e ricevute in quella sede informazioni che creano il massimo allarme, prende la parola su questo palco in rappresentanza di tutti i lavoratori dell’Istituto, per un atto di denuncia e appello.

Lo fa nel momento in cui colleghi e allievi danno vita a uno degli appuntamenti più importanti dell’anno accademico, la sua stessa inaugurazione formale, con una produzione concertistica che, peraltro, vede la partecipazione di un ospite illustrissimo, il M° Enzo Turriziani, nostro ex allievo e oggi primo trombone dei Wiener Philarmomiker, una delle orchestre più prestigiose del mondo e che rappresenta un esempio di ciò che al Briccialdi si può costruire. Chi partecipa a questo concerto, così come chi nelle aule di Briccialdi e nei suoi uffici continua a lavorare, lo fa oggi a fronte di una situazione difficilissima, mai verificatasi in precedenza e che riteniamo sia doveroso rappresentare, proprio per il rispetto estremo di quanto ogni giorno si decide comunque di investire, senza nessuna garanzia, nella convinzione di non poter danneggiare i nostri allievi.

Si denuncia

quindi il fatto che a oggi tre mensilità e metà della tredicesima mancano a ciascuno dei lavoratori del Briccialdi, un “disallineamento” che crea difficoltà non più procrastinabili e che sembra inutile specificare. A fronte di questa gravissima situazione nessuna garanzia viene offerta.

Lo stato in cui versa l’iter della legge di statizzazione (ancora bloccati alcuni dei fondi del 2018 ma è notizia di ieri che finalmente il Ministro Tria ha firmato due decreti che stanziano le risorse e stabiliscono i criteri per la statizzazione delle Accademie di belle arti non statali e degli Istituti superiori di studi musicali non statali) crea conseguenze gravissime, che rischiano di avere conseguenze altrettanto gravi sulla stabilità del corpo docente, sulla didattica, sulla qualità che da sempre ha caratterizzato le attività del Briccialdi.

Si fa appello,

quindi, a tutte le istituzioni, il MiUR ma anche quelle locali, che maggiormente risentono, oltretutto, dei benefici dell’attività del Briccialdi. Nessun ritardo può essere, in una situazione del genere, tollerato. Chiediamo la massima celerità nell’erogazione di trasferimenti già accordati, di quelli, pur in “dodicesimi” del Comune di Terni (e oggi in ritardo) e del contributo deliberato per il 2019 dalla Regione dell’Umbria. Il Briccialdi si rispetta rispettandone in primis i suoi lavoratori. Sollecitiamo atti di responsabilità istituzionale, che sono, peraltro, necessari, ora più che mai, ad accompagnare l’Istituto in quell’iter di statizzazione che appare tutt’altro che semplice e immediato, pur protetto da una legge e da uno stanziamento del MEF.

Concludiamo annunciando che nei prossimi giorni, in assenza di risposte e di atti utili a modificare una siffatta situazione, valuteremo le azioni di mobilitazione necessarie, azioni che finora abbiamo evitato nel rispetto dell’utenza e per l’imbarazzo che questa situazione ci crea, correndo anche il rischio di indurre a una percezione falsata della realtà dei fatti.

Al Briccialdi non va tutto bene. Ci sono cose che vanno benissimo, come potrete a breve ascoltare, e cose che invece vanno male, come mai si immaginerebbe in un luogo che piace a molti definire “il fiore all’occhiello” della città (e uno dei pochi fiori rimasti).

Rispetto per i lavoratori tutti del Briccialdi.

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