Campagna olearia 2016, agronomo Liorni: “Poche aziende hanno effettuato la lotta alla mosca olearia” "La maggior parte degli olivicoltori sta portando olive con problemi fitosanitari non secondari"

TERNI – “Poche le aziende che hanno effettuato correttamente la lotta alla mosca olearia”. Parola dell’agronomo Maurizio Liorni.

“La maggior parte degli olivicoltori – spiega Liorni – sta portando olive con problemi fitosanitari non secondari e quindi gli oli ottenuti hanno già qualche difetto sensoriale.

Le rese in olio variano in relazione a diversi fattori, quali la maturazione del frutto, la varietà, la carica dei frutti per pianta, la sanità del frutto. In senso generale si è partiti con rese del 9/10 kg di olio per 100 kg di olive, agli attuali  14/15 kg di olio per 100 kg di olive.

Mi piace puntare l’attenzione  sull’aspetto qualitativo degli oli. Quando le olive sono sane abbiamo degli oli con sensazioni di fruttato, di amaro e piccante leggero. Questo è da imputare alle piogge del mese di ottobre che hanno gonfiato le olive e ridotto le sostanze che caratterizzano l’aspetto sensoriale gli oli”.

In queste situazioni a quale frantoio dobbiamo portare le olive ? “Direi ai frantoi che lavorano a due fasi senza aggiunta di acqua esterna che porterebbe a “dilavare” ulteriormente gli oli già poveri di componenti volatili e sostanze fenoliche. Da sconsigliare l’utilizzo delle presse perchè i fiscoli rappresentano una fonte di inquinamento e contaminazione quando vengono lavorate olive attaccate dalla mosca”.

Non una stagione da ricordare da un punto di vista sia qualitativo che quantitativo secondo l’agronomo Liorni. “Dobbiamo sin da ora programmare la prossima stagione con l’adozione di buone pratiche agronomiche che consentono alla pianta di migliorare il proprio “sistema immunitario” e quindi avere una maggiore capacità di contrastare gli stress dovuti sia a fattori ambientali che patogeni”

L’appello dell’agronomo: “Speriamo per gli olivicoltori che i prezzi siano stabili o in rialzo, attualmente siamo dai 8,5 euro ai 10 euro al chilo.

Aspettiamo gli sviluppi della stagione olearia”.

 

 

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