Inquinamento sul Genna, troppi scarichi legati alla zootecnia Su 54 punti analizzati solo il 18 per cento ha un giudizio buono

PERUGIA – Scarichi zootecnici e uno sfruttamento intensivo del terreno rischiano di compromettere seriamente il Genna. E’ l’allarme dell’Arpa che, con 150 pagine di studio, riassume e fotografa la situazione di un corso d’acqua caratterizzato da “un considerevole carico inquinante, dovuto principalmente a rilasci di natura civile e zootecnica”. Tutti da sommarsi all’utilizzo intensivo di fertirrigazione, fitofarmaci e allevamenti di vasta identità”.

Il Genna è uno dei principali affluenti del Nestore, da Monte Malbe a Perugia e arriva fino a Marsciano. Attraversa un territorio antropizzato e diventa il ricettacolo di inquinanti. Si tratta della seconda campagna di monitoraggio in 12 mesi e rende l’idea della preoccupazione dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente per il fiume. Nel dettaglio il 18 per cento dei punti campionati (54) presentato un giudizio buono, il resto viene definito “cattivo” o “scarso”. 109 gli scarichi abusivi che provocano una situazione di inquinamento per il rilascio di reflui “non trattati da tutte le frazioni sprovviste di impianto di depurazione e da parti dell’abitato cittadino non collettate al depuratore di Pian della Genna”. In diverse ore le concentrazioni di ammonio raggiungono poi valori molto elevati.

Gli altri corsi d’acqua sui quali sono riscontrati dei problemi sono il Fosso di Santa Lucia e il Fosso di San Biagio, il Fosso di Villanova e il Fosso San Valentino.

 

 

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