Aree interne, l’appello di Bravi e Recchioni: “Confronto per condividere progetti” Lega per il lavoro e sindacato propongono incontri istituzionali per una pianificazione delle strategie

GUALDO TADINO – “Serve un confronto con le forze sociali e istituzionali per dare le gambe al progetto delle Aree interne, facendo di questa opportunità un’occasione di riscatto per un territorio massacrato dalla crisi”. L’appello è di Mario Bravi (Ires Cgil) e di Luciano Recchioni (Lega per il lavoro), che rilanciano la necessità di velocizzare il confronto e la realizzazione dei progetti delle Aree interne.

“Sulla base di una delibera della giunta regionale dell’Umbria, è efficace dal 18 febbraio la possibilità del progetto zone interne che riguarda la fascia appenninica (Nord Est Umbria). La fascia appenninica – spiegano Bravi e Recchioni – è una delle 3 zone interne, insieme all’Alto orvietano e alla Valnerina, interessate alla realizzazione di progetti che, affrontando le tematiche di periferie, colpite da processi di spopolamento, invecchiamento, declino delle attività economiche, restituiscono una possibilità di reazione e di sviluppo, costrastando il trend negativo in atto”. L’idea è quella di un progetto, articolato su più punti, in grado di utilizzare risorse di fondi europei per stimolare energie potenziali di sviluppo, coesione sociale e creazione di lavoro. I settori in cui questi interventi si concentrano sono l’agricoltura, i servizi, le infrastrutture, il turismo, le attività produttive, il turismo e la cultura.

“Questa nostra fascia appenninica non può perdere questo appuntamento e questa occasione. Un area, la nostra che va da Pietralunga a Nocera Umbra, con 69 mila abitanti, con una crisi industriale devastante a partire dalla vertenza ex Merloni, senza dimenticare la crisi della ceramica e dell’edilizia e che ha perso almeno 3 mila posti di lavoro nel manifatturiero”.  L’opportunità è dunque fondamentale e dovrà partire attraverso una condizione di strategie e idee.

 

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