Cascia, la città raccontata e vista dagli occhi dei ragazzi: al piazzale San Francesco il progetto “Open space creativity”

CASCIA –  Sarà presentato alla comunità sabato 15 giugno alle ore 21.00 presso piazzale San Francesco, il progetto “Cascia: la città raccontata e vista dagli occhi del suo futuro”, ovvero il risultato del lavoro svolto nell’ambito del laboratorio “Open Space Creativity: il palcoscenico della vita”, condotto dall’associazione Pro Loco Cascia-Roccaporena coinvolgendo alcuni ragazzi e ragazze della città, che hanno aderito al bando emesso nell’estate 2018.

L’iniziativa – cofinanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimenti della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale a valere sul Fondo Politiche Giovanili – è inserita nel progetto “ReMix. Arte e Cultura per la rinascita della Valnerina”,presentato dalla Provincia di Perugia in qualità di Ente di Area Vasta con sei Comuni delle aree interessate dagli eccezionali eventi sismici e atmosferici del 2016-2017 e dieci Associazioni di promozione sociale operanti nel campo delle politiche giovanili, nell’ambito del Bando Anci “ReStart”.

Sono proprio i ragazzi e le ragazze di Cascia, in tutto oltre venti, i protagonisti del progetto che nel dettaglio, grazie al coordinamento della pro loco e alla collaborazione di vari soggetti tra cui la professoressa  Maria Lucia Narducci, sono stati coinvolti nella realizzazione di un video che racconta la città di Cascia, attraverso le sue molteplici caratteristiche. Il laboratorio, iniziato a febbraio 2019, in questi mesi ha visto i giovani, gli occhi del futuro della città, impegnarsi molto per scrivere i testi, decidere le scene e filmarle con la camera e la professionalità dell’operatore Stefano Veschini grazie alla collaborazione con il Cedrav, scegliere le musiche, la grafica e quanto necessario, divenendo registi e attori al tempo stesso ed utilizzando come palcoscenico la città e tutto il territorio.

Il valore aggiunto del laboratorio, oltre a quello di realizzare veramente un lavoro open space utilizzando come dal nome, del progetto, il palcoscenico della vita stessa dei ragazzi e della città, è quello di coinvolgere anche altri ‘attori’ in aggiunta ai ragazzi, come bambini più piccoli, associazioni, enti e personalità della società civile.

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