L’accordo tra UE e Turchia sui migranti

di Pierluigi Castellani

L’accordo tra Unione Europea e Turchia sui migranti, se pone un punto fermo, certamente non può essere soddisfacente per quanti si augurano che la politica europea in questo delicato settore sia più improntata ai valori della solidarietà che a quelli del realismo politico. Questo accordo dovrebbe servire soprattutto ad alleggerire la pressione sulla Grecia. Infatti chi fugge dalle guerre del medioriente finisce per giungere in Turchia e da lì sull’isola di Lesbo e quindi in Grecia, che essendo terra di passaggio  verso la rotta balcanica  si trova a registrare  il sovraffollamento di tutti quei profughi, che per le frontiere chiuse con la Macedonia e gli altri stati balcanici, sono costretti a fermarsi in improvvisati campi senza alcun presidio igienico ed umanitario. L’accordo con la Turchia quanto meno permette alla Grecia di rispedire in Turchia quei profughi che non hanno diritto d’asilo ed alla Turchia di avviare in Europa altrettanti profughi che invece quel diritto lo avrebbero maturato. Ma qui insorgono subito alcune domande. Come si fa a distinguere i profughi tra chi ha diritto d’asilo e chi invece non lo avrebbe ? Forse chi fugge dalla fame e dalla miseria non ha gli stessi diritti di chi fugge dalla Siria in fiamme? E poi chi sceglie  chi dalla Turchia può essere inviato in Europa e con quali criteri ? Ed inoltre come verranno distribuiti questi profughi tra i vari paesi europei quando il piano di ricollocamento, già previsto, ha dato scarsissimi risultati ? Come è evidente queste domande inquietano le coscienze ed interpellano la politica, mentre l’inizio della buona stagione ha fatto riprendere gli sbarchi sulle coste italiane tanto da far paventare una nuova emergenza per il nostro paese. Non a caso infatti il premier Renzi ha detto che l’accordo con la Turchia, che prevede anche finanziamenti europei, deve essere un precedente da seguire per altre situazioni emergenziali. Insomma appare sempre più evidente che non c’è alcuna barriera che potrà impedire il flusso migratorio di chi sfugge alla fame ed alla morte se non una politica attenta, che presuppone la soluzione di quei conflitti, come quello siriano, che alimentano il fenomeno migratorio. L’alternativa è sempre la pace, non ce ne sono altre insieme alla solidarietà, che deve vedere i paesi più economicamente solidi aiutare i paesi in difficoltà come quelli africani. Tutto questo impone però anche considerazioni politiche, perché senza un largo consenso dei paesi europei il mancato governo del fenomeno migratorio non fa che alimentare le paure dei cittadini e portare consensi  a quelle forze politiche dichiaratamente di destra ed euroscettiche , che cavalcando la paura stanno registrando un aumento di consensi in tutta Europa. Le ultime elezioni tedesche lo stanno a dimostrare. Ma anche in Italia  c’è chi medita di poter fare il pieno di voti cavalcando strumentalmente queste paure. E non c’è solo la destra di Salvini e della Meloni perché non può sfuggire l’assordante silenzio su questo tema del Movimento 5 stelle. Che cosa pensano i vari Di Maio, di Battista ed altri a proposito del fenomeno delle migrazioni ? Nessuno lo sa. Questi signori sono pronti a denunciare corruzione e mal governo o ad enfatizzare le buche sulle strade. Ma sui i temi scottanti sui quali bisogna dimostrare di avere vera cultura di governo questi signori tacciono. Anche questo è un fenomeno che va ascritto tra quelli della cattiva politica. Speriamo che prima o poi gli elettori se ne accorgano.

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