Un’incerta estate

di Pierluigi Castellani

Sembra che l’incertezza e la mutevolezza del tempo atmosferico di questa estate ben si accompagni all’incertezza di cui vive ora la politica del nostro paese. Un’ incertezza che si riflette anche sulle condizioni economico-sociali. Basti pensare al dato pubblicato di recente dall’Istat che prevede una diminuzione della produzione industriale ma insieme anche un aumento dell’occupazione. Un dato non contraddittorio questo perchè con ogni evidenza l’aumento dell’occupazione viene registrata negli altri settori, dall’agricoltura, al terziario, ai serivizi. Ma in ogni caso questi dati fotografano l’incertezza in cui vive l’economia italiana ancora non uscita con decisione dalla crisi. C’è poi la incertezza e l’inquietudine che si registra a livello internazionale. La Brexit sta ancora producendo i suoi danni su di un’Europa, che stenta a trovare la propria identità oltre che una concreta solidarietà nella gestione del problema dell’immigrazione. Ma poi c’è il terrorismo e l’incalzare dell’offensiva dell’Isis nei confrontri dell’ Occidente anche se la decisione americana di intervenire duramente sulla roccaforte del cosiddetto stato islamico in Libia può far bene sperare in una stabilizzazione di quel paese con un rafforzamento del nuovo governo di unità nazionale promosso e riconosciuto dall’Onu. E poi c’è l’incertezza del quadro politico nazionale con un governo alle prese con la questione bancaria, che genera preoccupazione nei correntisti e risparmiatori e con l’avvicinarsi della legge di stabilità, che dovrà dare risposte in termini di sviluppo e di stabilità sociale. Ed ancora il confronto sempre più duro sul referendum istituzionale, che si prevede per i primi giorni del prossimo novembre, che vede il PD spaccato al proprio interno con la minaccia della minoranza di votare no se non verrà modificata la legge elettorale. Insomma un quadro politico ed economico che non indulge al sereno e che perciò stesso rischia di accrescere l’incertezza nei cittadini, che desiderano vivere serenamente alcuni giorni di vacanza. Resta forte l’insegnamento e la predicazione di papa Francesco, che reduce dal raduno dei giovani a Cracovia è venuto nella nostra regione a ricordare l’attualità dell’insegnamento del santo di Assisi e del nodo inscendibile che lega la misericordia al perdono. Senza perdono non c’è misericordia per nessuno. Questa una forte raccomandazione nei confronti di chi non perdonando rischia la guerra e non trova misericordia per se stesso. Il Papa ad Assisi ha voluto dire ancora una volta al mondo che senza il reciproco perdono e quindi il reciproco riconoscimento non potrà mai esserci pace sulla terra. Speriamo che in questi giorni di vacanza tutti possano ritrovare un po di serenità abbandonando ogni velleità di sopraffazione e di conquista riconoscendo che tutti abbiamo bisogno di perdono e di misericordia.

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