I cattolici in politica

“Velleitario, fuori del tempo, astorico qualsiasi tentativo di aggregare i cattolici in un’unica formazione, ricostituendo un partito identitario”. E’ una delle affermazioni, uno dei  punti fermi espressi  dal prof. LinoPrenna,coordinatore nazionale dell’associazione dei cattolici democratici Agire politicamente,in occasione di un incontro organizzato di recente dal Gruppo Meic di Foligno su “I cattolici e la politica per un nuovopopolarismo”. E lo ha affermato riferendosi ad alcune sollecitazioni di papa Francesco e del card. Bassetti sull’esigenza della presenza dei cattolici in politica.

Una riflessione che ritengo possa interessare ogni cattolico che intenda interrogarsi sulle modalità di applicazione dei propri principi cristiani nell’ambito dell’azione  politica.

In particolare Prenna ha rammentato le indicazioni del card. Bassettiespresse in occasione di una sua intervista rilasciata al quotidiano Avvenire, il 14 gennaio scorso, in cui il presidente della Cei auspica “unimpegno concreto e responsabile dei cattolici  in politica”  proponendo una sosta di “Forum civico”, dove le “tantissime esperienze sul territorio a livello associativo o anche singole esperienze” potrebbero essere messe in rete. Non rappresenta quindi un “tentativo” coerente con questa indicazione – secondo Prenna – quella del vescovo emerito di Prato, mons. Gastone Simoni, dopo aver costituito l’associazione “Politica insieme”, di dare vita e sostenere un partito ispirato ai valori cattolici, identitario. Basterebbe riferirsi al riguardo al documento del Concilio “Gaudium et spes”  e alla Lettera apostolica di Paolo VI “Octogesimaadveniens “ che ribadiscono il pluralismo politico dei cattolici, “un punto di non ritorno”.

Prenna ha quindi proseguito specificando le ragioni del “mettersi in rete”,cioè il che fare. Ricorrendo ancora a quanto dice lo stesso Bassetti: mettersi al servizio del bene comune e ricordare il principio dilaicità della politica. Per quanto riguarda il bene comune, Prenna è ritornato a precisare come “il bene comune non coincide con il bene dei cattolici, anche dove sono maggioranza”. Il che vuol dire che la legislazione, le istituzioni sociali, tutto ciò che può essere prodotto e costituito sul territorio deve tener conto dei bisogni di tutti i cittadini “perché il bene comune è il bene di tutti e di ciascuno”. Un principio molto importante che dovrebbero tener presente quei cattolici che “pretendono” che i principi in cui credono diventino leggi dello Stato.  La legge, infatti, “non può essere la trascrizione meccanica dei principidella fede”. I cattolici, certamente, portano i loro principi, ma, insieme con gli altri, attraverso il lavoro della “mediazione”, cercano di tradurre quei principi, che sono assoluti e indiscutibili, in “strumenti operativi inevitabilmente relativi” che, cioè,  “non toccano l’assoluto dei principi”.

Nell’ultima parte della sua riflessione, Prenna è entrato nella tematica del popolarismo, ideato da Luigi  Sturzo,che oggi appare quanto mai opportuno approfondire in quanto in grado di suggerire una lineapolitico-culturale aggiornata. E ciò nella convinzione che si stia attualmente stabilendo di fatto una polarizzazione politica tra populismi e popolarismo. Si tratta allora di pensare ad un popolarismo intesocome “cultura popolare, cultura democratica, la cultura che fa sua tutta la tradizione delle culture popolari del ‘900, a fronte dei populismiche sono rappresentati a vario livello”. L’attuale Governo, ad esempio,  rappresenta  “una combinazione di due populismi diversi che tra l’altro attingono a fonti diverse”.

L’elaborazione di un nuovo popolarismo, secondo Prenna, potrebbe servire, al PD o ad altre formazioni che oltre ai cattolici comprendano altri provenienti da altre culture popolari, per determinare un orizzontepolitico più ampio, plurale, non di tipo identitario, ma radicato nella vita del popolo. “La proposta – ha affermato in conclusione Prenna – è di attingere dalla teologia del popolo di papa Francescol’ispirazione fondamentale di questo popolarismo”.

Alvaro Bucci

 

 

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