208 casi di reati online sui minori. Torna “Una vita da social”

Un selfie scattato in quattro e quattr’otto, la foto che viene poi postata sui social, senza pensarci troppo.

Uno scambio di messaggi e post che invadono la rete.

Tutti ci possono vedere, tutti possono condividere le nostre foto.

Ed è così che il web diventa una terra di nessuno invece che di chiunque.

Crescono a livello nazionale le vittime di reati contro la persona: dai 104 casi registrati nel 2016 si è passati a 177 nel 2017 e 208 casi trattati nel 2018.

E le vittime sono sempre più giovani, tra i 14 e i 17 anni.

I dati arrivano da una ricerca condotta da Skuola.net, Università di Roma ‘Sapienza’ e Università Cattolica di Milano per conto della Polizia di Stato.

Un motivo che porta anche gli agenti della questura a Terni ad incontrare e parlare con i giovani studenti della città con la campagna educativa “Una Vita da Social”.

Sarà proprio la Polizia Postale e delle Comunicazioni ad accogliere accoglieranno gli studenti degli Istituti scolastici ternani per sensibilizzare i ragazzi sui pericoli della rete e confrontarsi sull’uso consapevole della tecnologia.

I social network sono ormai uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager.

L’attrazione per il selfie alle volte è tale da spingere i giovani a mettersi deliberatamente in una situazione di pericolo. Il 35% dichiara di aver provato a farsi un autoscatto in condizioni potenzialmente pericolose, prevalentemente alla guida del motorino o della macchina. Come purtroppo testimoniano i casi di cronaca con esiti letali.

Incredibile poi il tempo che si trascorre davanti al cellulare prima di postare una foto.

Il 52% dei ragazzi passa in media10 minuti a modificare e a descrivere (con commenti o didascalie) un selfie prima di pubblicarlo.

Con il progetto “Una vita da social”, gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno incontrato oltre 1 milione e 700 mila studenti sia nelle piazze che nelle scuole.

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