lunedì 21 agosto 2017 - aggiornato alle ore 21:35        

73 anni fa la strage nazista di Stazzema, sterminata famiglia di Foligno: la ricorda anche il presidente Matteralla L’ultimo boia è ancora in vita, condanna prescritta. L'assessore Barberini su Fb: "Fare memoria è responsabilità e dovere morale"

famiglia tucci foligno

FOLIGNO – Settantatré anni fa, a Sant’Anna di Stazzema, venne compiuta una delle più orribili stragi naziste. Era il 12 agosto del 1944, furono 560 le vittime, tutte civili, tra cui un’intera famiglia di Foligno. L’eccidio fu compiuto sulla piazza, nelle case e nelle stalle del paese, dove vennero trucidati anziani, donne, ragazzi e bambini.

Tra questi c’erano anche la moglie e gli otto figli del capitano di marina Antonio Tucci, originario di Foligno e in servizio in Toscana. Furono uccisi la moglie Bianca di 39 anni e figli Eros di 13 anni, Feliciano di 10, Anna Maria di 16, Luciana di 15, Grazia di 8, Franca di 5, Carla di 3 e la piccola Maria di soli tre mesi. La famiglia Tucci, residente a La Spezia, per stare più lontano dagli eventi bellici si era rifugiata a Sant’Anna di Stazzema, dove alloggiava in una stanzetta della parrocchia, proprio davanti alla piazza dove fu poi sterminata. Si salvò solo il capo famiglia, Antonio Tucci, che quel giorno era lontano da casa. L’uomo, morto nel 1953, riposa nel cimitero di Foligno, mentre la moglie e i figli sono sepolti nel sacrario di Col Cava, a Sant’Anna di Stazzema in provincia di Lucca, dove stamani si è svolta la commemorazione.

La tragedia della famiglia Tucci di Foligno, è stata ricordata anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio ufficiale di commemorazione dell’eccidio: “Tra le centinaia di corpi bruciati e oltraggiati spiccheranno per sempre i ricordi di gemme di vita, come la piccola Anna, uccisa a soli 20 giorni, o come gli otto fratellini Tucci, sterminati accanto alla mamma che implorava pietà. Quelle vite spezzate, sono divenute simbolo di riscossa morale e civile. Ci richiamano all’impegno per costruire una società di donne e uomini liberi, in cui prevalgano la solidarietà, la giustizia, l’uguaglianza dei diritti”.

L’anniversario di una delle stragi più orribili compiute dai nazisti è stato ricordato anche dall’assessore regionale alla Coesione sociale, Luca Barberini, che, attraverso il suo profilo Facebook ha invitato a riflettere: “Facciamo memoria del passato perché certa storia non si ripeta mai più. Coltiviamo e trasmettiamo, soprattutto ai giovani, i valori della libertà, della democrazia, della solidarietà, della giustizia, del rispetto della dignità di ogni persona perché, in questo difficile momento storico, non prevalgano egoismo e paura. Non è retorica, ma una responsabilità e un dovere morale di tutti noi…”

Alcuni degli autori dell’eccidio di Stazzema sono stati individuati, tra questi anche Gerhard Sommer uno dei militari nazisti che era al comando della compagnia che eseguì l’orrendo crimine, con la complicità dei fascisti del posto. Nei confronti dell’uomo, oggi 96enne e ultimo esecutore della strage ancora in vita, nel 2014 in Italia è stato riaperto un procedimento per rendere giustizia alle 560 vittime, poi conclusosi con una condanna all’ergastolo. La Procura tedesca, nel maggio 2015, ha invece archiviato il caso perché il boia di Stazzema, seppure condannabile per omicidio, oggi non è in grado di intendere e volere. Una risoluzione che sa di beffa e che amplifica l’orrore.

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