All’ospedale di Terni si formano gli “operatori della speranza”

Dopo i consensi riscossi nella sua prima edizione, che ha visto la partecipazione di 80 persone di cui 20 operatori sanitari, all’ospedale di Terni ha preso il via il secondo corso di formazione per “operatori della speranza”, un percorso formativo aperto sia a coloro che vogliono prepararsi a svolgere il servizio di volontariato in ospedale, sia agli operatori sanitari (crediti ECM) che vogliono costruire una relazione di aiuto finalizzata a sostenere la persona malata nel rispetto della sua libertà e dei suoi bisogni spirituali. La prima parte di questo secondo corso si divide in nove incontri tra febbraio e aprile che sono finalizzati a fornire le basi teorico-esperienziali, dopodiché per chi intende prestare servizio di volontariato  (non per chi già lavora in ospedale) è previsto un periodo di tirocinio di almeno 4 presenze in alcuni reparti. Chi fosse interessato a partecipare è ancora in tempo per iscriversi contattando padre Angelo Gatto(padreangelo@aospterni.it) o il Centro di Formazione (tel. 0744205090,  c.formazione@aospterni.it).

Nel primo appuntamento del corso, che si è svolto l’8 febbraio, sono stati affrontati il ruolo e la missione dell’operatore della speranza. Il prossimo incontro, fissato per il 22 febbraio, invece, tratterà della formazione bioetica ed esperienziale degli operatori. Il primo marzo sarà la volta della salute e della malattia nelle grandi religioni, mentre l’8 marzo sarà affrontato il tema della morte visto dal punto di vista delle religioni. Il 15 marzo sarà dedicato all’umanizzazione delle cure seguendo gli aspetti della speranza e degli ostacoli nelle relazioni di aiuto. Il 22 marzo saranno affrontati gli aspetti psicologici della figura che si verrà delineando a fine corso. Il 29 marzo si parlerà del fine vita, mentre il 5 aprile sarà dedicato all’approccio con i malati cronici. Nell’ultimo incontro, in programma il 12 aprile, verranno affrontate le problematiche del cancro e della morte per tumore.

Gli operatori della speranza – spiega padre Angelo Gatto, referente del corso di cui è anche promotore insieme al direttore generale Maurizio Dal Maso –  sono coloro che si fanno prossimi a chi soffre nel senso che si fanno portatori di una umanità capace di ascoltare con il cuore i bisogni spirituali affinché il malato non si senta solo nella sofferenza e non si perda nello sconforto e nella rassegnazione. L’esempio più compiuto di questo percorso di umanità e di speranza è quello che offre, nell’orizzonte della fede, la figura di Cristo, che si è fatto presente chinandosi sulle sofferenze materiali e spirituali dell’uomo per guarirle”.

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