Foligno, carabiniere picchiato, carcere e domiciliari per gli aggressori: sono due fratelli albanesi La difesa: "Pensavano li stesse fotografando col cellulare". Resi noti i particolari del violento pestaggio

FOLIGNO – È stato convalidato l’arresto dei due giovani albanesi che il 5 aprile hanno picchiato e preso a bastonate un carabiniere davanti all’istituto tecnico industriale “L Da Vinci” di Foligno, mentre aspettava il figlio all’uscita da scuola. Si tratta di due fratelli albanesi, residenti nella città della Quintana: un 30enne pregiudicato e sottoposto a sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno e un 20enne con numerosi precedenti di polizia. Il primo è stato rinchiuso nel carcere di Spoleto, mentre l’altro, è finito ai domiciliari con braccialetto elettronico.
Secondo la ricostruzione fornita dall’Arma, il carabiniere in forza all’aliquota radiomobile, libero dal servizio e in abiti civili, mentre attendeva l’uscita del figlio da scuola, è stato aggredito con un bastone in legno.
Le motivazioni che hanno portato i due a compiere il grave episodio delittuoso sono ravvisabili nella convinzione che il carabiniere, conosciuto come tale dai due, stesse monitorando i loro movimenti e scattando delle foto col telefono cellulare, riprendendoli alla guida dell’autovettura in loro uso, seppure entrambi sprovvisti di patente. L’aggressione è stata concitata e feroce: i due, scesi dall’autovettura a volto scoperto e noncuranti della presenza di numerosi genitori in attesa dell’uscita da scuola dei propri figli, hanno dapprima insultato e poi aggredito violentemente il brigadiere, sfilandogli dalle mani il telefono cellulare per distruggerlo, rendendolo così inutilizzabile. Rimasto a terra e soccorso da un altro genitore presente sul posto, il militare ha immediatamente dato l’allarme alla locale centrale operativa per poi essere trasportato in ospedale dove, al termine degli accertamenti, gli sono stati riscontrati un trauma cranico commotivo e trauma distorsivo di un polso, per poi essere dimesso con prognosi di 40 giorni. Tutto ciò mentre i due fratelli si sono dileguati in fretta e furia. Nel frattempo, sotto il comando e controllo della centrale operativa della Compagnia di Foligno, sono state diramate le ricerche dell’autovettura con i due malfattori a bordo. Grazie alla perfetta sinergia fra i carabinieir di Spoleto e Foligno, le ricerche si sono concluse in tempi brevi. Infatti, la Fiat Punto usata dai due malfattori è stata intercettata nella frazione Beroide, nel territorio spoletino, da personale del nucleo operativo di Spoleto e da una pattuglia della stazione carabinieri di Trevi. Dopo un breve inseguimento i due, sentendosi braccati, hanno deciso di lasciare l’autovettura e proseguire la fuga a piedi per i campi limitrofi ma i militari li hanno rincorsi e bloccati dopo un breve tratto. Uno dei carabinieri del nucleo operativo di Spoleto, nella concitazione della cattura, è rimasto ferito e dopo le cure presso l’ospedale di Spoleto è stato giudicato guaribile in 7 giorni. Condotti in caserma, dopo le formalità di rito e dopo aver acquisito le testimonianze dei numerosi presenti davanti la scuola, i due albanesi sono stati arrestati con l’accusa di lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e, per il maggiore dei due fratelli, anche la violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale.

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