Valnerina, i sindaci scrivono al ministro dell’Istruzione Fedeli

La sopravvivenza della Valnerina al terremoto passa dall’evitare lo spopolamento e questo si ottiene evitando l’esodo della popolazione scolastica. Proprio quello che starebbe avvenendo in questo periodo, con le famiglie spaventate dall’eventualità delle pluriclassi e quindi sempre più convinte di iscrivere i figli altrove. Per scongiurare questa eventualità si muovono i sindaci della Valnerina, che hanno scritto una lettera al ministro Fedeli.

La lettera è firmata da Agnese Benedetti, sindaco di Vallo di Nera, che parla anche a nome dei colleghi Tullio Fibraroli (sindaco di Sant’Anatolia di Narco), Paola Agabiti (sindaco di Scheggino), Luciano Campana (sindaco di Cerreto di Spoleto), Attilio Gubbiotti (sindaco di Sellano) e Marisa Angelini (sindaco di Monteleone di Spoleto).

Le scosse di terremoto che da un anno hanno colpito ripetutamente l’Italia centrale, hanno inferto notevoli danni ai nostri Comuni, situati in Valnerina-Umbria e ricompresi nell’area del ‘cratere’. La fragilità di questi territori di montagna – dice la lettera – e la tenuta della popolazione sono stati messi a dura prova dall’evento calamitoso, esponendo l’area a un maggiore rischio di spopolamento.  Tra i capisaldi delle Comunità capaci di assicurare il senso di presenza e continuità, essendo punti di riferimento per il presente e il futuro dei piccoli paesi, come anche Lei ha ripetuto più volte, ci sono le Scuole. Esse costituiscono un servizio pubblico irrinunciabile, sono “presidio civile, sociale e culturale e luogo di elezione per la creazione di capitale umano. Perdendo la scuola, il territorio è quasi naturalmente destinato all’abbandono e alla compromissione delle proprie capacità di sviluppo” (Strategia nazionale per le Aree interne: definizione, obiettivi, strumenti e governance)”.

“Per questo motivo chiediamo di considerare la nostra particolare situazione aiutandoci a risolvere la pesante questione delle pluriclassi, che sta provocando il trasferimento dei ragazzi e delle loro famiglie dalle nostre scuole a quelle delle città vicine. Come può immaginare quando i figli si spostano c’è il rischio che anche i genitori li seguano, determinando emigrazioni irreversibili. Nonostante le ripetute segnalazioni e richieste non siamo riusciti a ottenere risposte e nella costruzione degli organici di fatto non si è tenuto conto delle nostre gravi difficoltà. Ringraziamo per quanto fatto in ordine alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, ma riteniamo che sia inutile costruire contenitori se non ci sono contenuti. Ci appelliamo, quindi, a Lei, alla Sua autorità e alla Sua particolare sensibilità, per la soluzione del problema. Le chiediamo aiuto, per far sopravvivere in loco un’Istituzione necessaria e qualificante per la vita delle nostre Comunità, soprattutto in questo periodo di difficoltà”.

“Noi, come Comuni abbiamo già provveduto a razionalizzare, ad accorpare i plessi, a fornire servizi: purtroppo la presenza dei bambini non è costante ogni anno e accade che in un’annata le iscrizioni sono sufficienti a scongiurare la presenza di pluriclassi, mentre in un’altra i parametri numerici non vengono raggiunti, seppur di poco, dando vita alle pluriclassi. Per questo Le scriviamo, per metterLa a conoscenza della situazione e per avere un incontro urgente in cui esporLe direttamente la nostra situazione. Confidando nel Suo particolare interessamento per la risoluzione del problema, La salutiamo cordialmente, attendendo un cortese riscontro”.

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