Bastia Umbra, Giulietti (PD) critica l’Amministrazione

BASTIA UMBRA – Già con il titolo del comunicato stampa “C’era una volta..” il neosegretario dell’unione comunale bastiola del PD anticipa molto delle considerazioni che poi esplicita. Anche questa volta, senza fare a meno dell’ironia. «Dato che ultimamente si ravvisa nella dialettica politica bastiola la tendenza a raccontare favole, noi del PD non vogliamo certo sfigurare, e anche noi abbiamo una bella storia da raccontare ai nostri concittadini. C’erano una volta un Sindaco ed un’Amministrazione che volevano cambiare una Città. C’erano..e purtroppo ci sono ancora! Se cambiare una Città significa trasformare la sua principale Piazza in un parcheggio, fallendo l’obiettivo per cui questa destinazione era stata scelta e provocando un danno economico dissestando un’intera pavimentazione concepita per essere un’area pedonale; se cambiare una Città significa lanciare fantasiosi progetti di Mose nostrano quando a fatti concreti il famoso Sottopasso di Via Firenze era e resta un’utopia, nonostante ormai gli alibi “siamo appena arrivati” o “abbiamo ereditato” dopo quasi 7 anni non reggono più; se cambiare una Città significa passare anni a criticare (in parte giustamente) i cementificatori di sinistra per poi dimostrarsi essere più cementificatori di quelli di sinistra (per lo meno quando c’era il centro sinistra la gente ci andava ad abitare nei nuovi palazzi; oggi già abbiamo oltre 300 appartamenti sfitti e si continua a voler far costruire facendo anche volare cubature); se cambiare una Città significa andare a far costruire nuovi insediamenti industriali nelle poche aree agricole rimaste (vedi Ospedalicchio) senza minimamente preoccuparsi dell’impatto ambientale che ne consegue, quando tra l’altro nelle aree industriali esistenti ci sono decine e decine di fabbriche e capannoni ormai chiusi; se cambiare una Città significa vedere il bellissimo spettacolo mattutino dei mastelli, con un considerevole aggravio per le tasche dei cittadini, per poi forse rendersi conto (speriamo) che c’è qualcosa che non va in questo sistema e in chi lo gestisce; se cambiare una Città significa permettere che la sede comunale sia chiusa di fatto da due anni con cittadini sballottati tra uffici in giro per la città e con canoni di affitto che gravano sul bilancio comunale per oltre 100.000€ all’anno; se cambiare una Città significa realizzare una rotatoria con sbocco in una vigna, un’altra poco oltre degna di Tutankhamon, sia in costi che in dimensioni, per poi ritrovarsi sempre con i semafori; se cambiare una Città significa tutte queste cose ed altre che ad elencarle tutte l’Odissea di Omero sembrerebbe una brochure, è evidente che c’è qualcosa che non va. C’erano una volta un Sindaco ed un’Amministrazione che volevano cambiare una Città…del resto non ci hanno mai detto se in meglio o in peggio! C’erano.. e purtroppo ci sono ancora. Ma, come detto prima, questa era solo una bella favola da raccontare ai nostri concittadini…o forse no?!».

 

 

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