Crisi, la Cgil gela gli entusiasmi: “Nessuna ripresa” Il segretario provinciale Ciavaglia contraddice il Rapporto di Bankitalia: "Aumentata la precarietà"

PERUGIA – Il Rapporto di Bankitalia parla di una mini ripresa del Pil, ma la Cgil blocca qualsiasi entusiasmo.”Prima di entrare nel merito del rapporto di Bankitalia, dobbiamo sottolineare che ancora una volta le nostre sedi CGIL, le nostre strutture di categoria e i nostri servizi sono invasi dai problemi che i cittadini/lavoratori hanno tutti i giorni. Nella nostra regione e nella nostra provincia il protrarsi di una così grave situazione può portare, anzi sta portando, ad una crescita della difficoltà sociale che a sua volta allontana la possibilità di una inversione di tendenza”.

“Non ci sentiamo di condividere, dunque e purtroppo, un certo ottimismo sulle prospettive dell’economia regionale, emerso anche dal recente rapporto di Bankitalia sull’andamento dell’economia della nostra regione. Nello studio si sottolineava infatti l’aumento del Pil, in crescita dello 0,8%. Una moderata ripresa, tutta da consolidare, ma sostanzialmente in atto, pur tra tanti “se” e tanti “ma”.
Tuttavia, altre indagini recenti, relative alla prima parte del 2016, di fonte Inps e Istat, sembrano gelare questi germogli di presunta ripresa. Lasciamo parlare i numeri e le ricerche”.

Quindi Ciavaglia entra nel dettaglio di questi altri indicatori: “Nel mese di maggio 2016 l’indice nazionale dei prezzi al consumo fa registrare una nuova flessione dello 0,3% su base annua. Come abbiamo sottolineato più volte, la deflazione è il male peggiore, perché alimenta una crisi che si avvita sempre di più e incide negativamente sul debito pubblico e privato. Ebbene – dice Ciavaglia – rispetto alla media nazionale, in Umbria la deflazione è a un livello doppio (-0,6%), il più alto d’Italia fatta eccezione per la Puglia, ad indicare una crisi della domanda e della spesa ancora più grave. Ulteriormente peggiore è la situazione nel capoluogo di regione, Perugia, dove i prezzi calano dello 0,7% in un anno. L’altro dato allarmante arriva dall’Osservatorio nazionale sul precariato dell’INPS (dati relativi ad aprile 2016) che registra un vero e proprio crollo dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato attivati nei primi 4 mesi del 2016 in Umbria: sono stati 3.918, contro i 7.777 del 2015, con una contrazione del 49,6% nell’arco di un anno, la più alta a livello nazionale (la media del paese è del 35,1%). Infine, per quanto riguarda i voucher, strumento di precarietà estrema, nei primi 4 mesi del 2016 ne sono stati staccati già 732.719 con un +69,5% sul 2014 e un +41,8% sul 2015″.

Numeri che Ciavaglia legge negativamente: “Si tratta di dati che purtroppo non lasciano spazio ad ottimismi sulla situazione economica e sociale dell’Umbria, almeno sul versante del lavoro.
La nostra regione vive una situazione di difficoltà profonda e strutturale, che richiede e impone politiche economiche alternative a livello nazionale ed europeo, che puntino a valorizzare il lavoro. Di questo è necessario che si crei piena consapevolezza anche nel dibattito politico, economico e sociale della nostra regione.
Infine, vogliamo rivolgere un augurio di buon lavoro a tutti i sindaci appena eletti in provincia di Perugia, ribadendo loro la nostra disponibilità nel lavorare insieme per l’interesse collettivo”.

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