“I miei appunti pop dell’ultimo anno tra figli che crescono e bisogni che mutano”: torna lozoodisimona

TERNI – Lozoodisimona di Simona Angeletti torna dopo quattro anni a Terni con un progetto espositivo a cura di Franco Profili e con testo critico di Davide Silvioli in un catalogo che è lavorato per essere esso stesso opera d’arte.
Una mostra che raccoglie i recenti lavori sui temi del Cuore e dei SuperEroi che in vario modo raccontano il mondo e la storia dell’artista fatti di animali senza gabbia e umani quasi assenti, se non sotto forma di supereroi e sorrisi.
Un progetto che nelle mani dell’artista da sempre impegnata in attività artistiche partecipate diventa un elogio delle persone normali, di quelle che non fanno notizia e dei tanti che in silenzio e senza clamore continuano, giorno dopo giorno, a lavorare ed impastare i sogni per farne realtà e tracce di mondi diversi.

DAI TESTI IN CATALOGO

“Liberi, molto liberi,

appunti su una giostra in cui i Cuori volano e i SuperEroi lavorano a Terra”

Franco Profili

….. A proposito delle forme “cuore” e in particolare il significato di quelle mani che emergono dal groviglio delle braccia, sospese in aria come antenne, nel chiaro tentativo di comunicare e scambiare messaggi ….. appena le ho viste ho subito pensato ….. ad un duro e commovente lavoro fatto per noi nel 2010 della carissima Maimuna Galgano. Anche lì mani, ma un mare di mani (e il riferimento al mare non è affatto casuale) fatte con i guanti usa e getta riempiti di lana presa dai vecchi materassi buttati al macero; ….. un lavoro quello della piccola-grande donna pakistana di amore assoluto per la vita che la nostra Simona trasporta su un piano personale, piccolo, davvero piccolo nelle misure ma eguale per la intensità dei contenuti. La sue mani (due, di un solo individuo, e non di una moltitudine come quelle di Maimuna) raccontano dell’urgenza di confronto con gli altri, del bisogno di toccare ed essere toccati, hanno (forse) il sapore di personali richieste d’aiuto e – oggi, a distanza di soli sette anni da quelle lavorate da Maimuna – sanno tanto della condizione di ognuno di noi, di quelli che fino a poco tempo fa erano i fortunati abitanti della parte ricca di questo pianeta. ….. Cambiamenti epocali come pochi altri nel mondo di questo inizio millennio: adesso i poveri li abbiamo anche in casa …..

Ed eccoci arrivati alla seconda parte di questo progetto espositivo ….. i moderni supereroi ….. che sistono e non sono una rarità da andare a cercare chissà dove, anzi sono tanti, tantissimi, sono tra di noi e forse lo è anche qualcuno di noi: sono così tanto supereroi da passare inosservati e quasi nessuno se ne accorge. …..SuperEroi, senza muscoli, senza superpoteri e pure con un sorriso in bella vista che la dice lunga sulle loro intenzioni. Sono i SuperEroi di tutti i giorni, quelli che alle dichiarazioni da bar che impegnano gran parte delle persone in facili e rapidi soluzioni dei problemi di questo mondo, preferiscono il fare, magari piccolo, ma il fare. ….. I SuperEroi di Simona sono quelli ….. che colorano i muri, le piazze, i grigi sottopassi e cambiano la vita ai palazzi dalle facciate spente; e sono quelli che in silenzio e senza clamore raccolgono, per ridistribuirli a chi ne ha bisogno, le migliaia di tonnellate di beni che quelli tanto bravi giornalmente buttano.

Insomma sono i tanti invisibili che a questo strano mondo non fanno notizia e audience.

L’ universo orizzontale – storia di un immaginario

Davide Silvioli

….. La sfida dell’urbanistica contemporanea, quale miglioramento della qualità degli spazi cittadini e così – di riflesso – della vita di chi li abita, allo stato delle cose, non può non passare necessariamente attraverso la riqualificazione e la valorizzazione di questi ambienti dimenticati; riscattandoli pertanto dal pallore del cemento, dalla miseria dell’incuria, dalla postarcheologia.

L’esperienza artistica di Simona Angeletti, trova un imprescindibile punto di confronto e maturazione proprio dal rapporto con contesti della fattispecie. Numerosissimi sono i suoi murales disseminati in aree dismesse del ternano e non solo, per la cui realizzazione l’artista ha seguito una sorta di pratica relazionale, invitando passanti e amatori a contribuire in prima persona e nel rispetto delle proprie attitudini alla effettiva esecuzione dell’opera, istituendo in tal modo, una sorta di happening con cui, mediante il disegno e il colore, andare a riempire di una socialità e di un’estetica nuova spazi e strutture  altrimenti condannate a sopravvivere alla loro stessa immanenza o – più semplicemente – al funzionalismo insapore. ….. Il potenziale creativo insieme al registro visivo dell’artista, si definiscono con ancora maggiore nitidezza con l’esposizione delle due serie oggi in mostra; quella dei Cuori e quella dei SuperEroi. Dall’osservazione dei primi, a catturare l’attenzione è l’esercizio di stile che è alla base della genitura dell’immagine, un intreccio, una fittissima intersezione di braccia che, proprio come in un forte abbraccio, serrate, sembrano stringere e proteggere qualcosa al loro interno in un’inestricabile selva di arti che, rossi di vita, ciascuno arriva dove non arriva l’altro nel raggiungimento della forma simbolica e sempre comunicativa del cuore umano. I SuperEroi, anche questi, per stile, immediatamente riconducibili alla mano dell’autrice, a differenza di quanto si sia portati a pensare inizialmente, appaiono tutt’altro che contrassegnati da un aspetto intimidatorio, anche se non per questo – a modo loro – meno rassicuranti…… Il tutto si svolge in una stringente bidimensionalità che ricorda in parte la produzione di Marco Lodola, oltre a sembrar echeggiare la teoria e l’operatività Superflat di Takashi Murakami. Tuttavia riferimenti anche ad altre estrazioni della figurazione contemporanea vengono spontanei, come al gruppo francese Figuration Libre e al Graffitismo storico statunitense nelle persone – più peculiarmente – di James Rizzi e Kenny Scharf.

Una linea morbida definisce e conclude nel colorismo di cui sono portatori le tondeggianti forme di questi soggetti dalle proporzioni, dalle fisionomie e dai connotati stilizzati, perciò non individualizzati, quasi per confondersi e prendere fantasticamente parte anche loro all’eterogeneo e fiabesco immaginario artistico di Simona Angeletti; la storia di un’autentica rivoluzione orizzontale (quindi bidimensionale) di immagini che non comprende gerarchie.

 

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