UN INVITO AI PROSSIMI VERTICI DI PALAZZO CESARONI: SIANO CONSAPEVOLI DELLA RESPONSABILITA’ CHE ASSUMERANNO

Fra pochi giorni, dunque, il nuovo Consiglio regionale dell’Umbria entrerà nel pieno delle funzioni designando, con voto d’aula, i suoi nuovi vertici. Un’equilibrata distribuzione degli incarichi concede spazio sia alla maggioranza, sia alle minoranze. Insomma in assemblea è previsto un opportuno bilanciamento delle forze e delle idee.

Contano i numeri, cioè, ma anche il disciplinato contributo di chi, pur non avendo vinto alle elezioni regionali, conserva, comunque, il pieno diritto di partecipare alla determinazione delle decisioni. L’auspicio di Ringhio (testimone, negli anni passati, di analoghi appuntamenti) è che, dopo l’insediamento di un consapevole ufficio di presidenza, sia davvero possibile realizzare, in Consiglio, una convergenza di propositi quando si tratterà di discutere ipotesi palesemente utili alla comunità umbra. Insomma sarebbe (finalmente) edificante se un ‘’si’’ o un ‘’no’’ corrispondessero davvero agli interessi della collettività invece che alle beghe delle singole ‘’botteghe’’ rappresentate a palazzo Cesaroni. Si può essere legittimamente di parte senza ergersi a faziosi rappresentanti di ‘’giochini’’ complessivamente mediocri. Il prossimo Presidente e i colleghi che l’affiancheranno sugli scranni più alti dell’aula saranno chiamati per primi a testimoniare la dedizione al tanto proclamato ‘bene comune’’.

L’esempio- come ripetono i vecchi saggi- deve venire dall’alto. Si può fare politica anche convergendo all’insegna di una intelligente sintesi delle posizioni e delle strategie. L’Umbria, si sa, è una nicchia nel cuore di un’Europa che, come dimostrano le vicende della Grecia e dell’immigrazione, rischia di pagare gli eccessi delle fratture, degli egoismi e delle frammentazioni. A Bruxelles come a Roma, a Strasburgo come a Perugia, si può marciare meglio se, magari con rinunce individuali, si decide di far prevalere le esigenze di tutti e non solo quelle delle singole avidità.

Buon lavoro, dunque, in quest’ottica, al futuro Presidente, ai due vice Presidenti di palazzo Cesaroni. Si sentano non soltanto onorati da cinque medagliette, ma, piuttosto, si dimostrino onerati da precise responsabilità alle quale ognuno di noi guarderà con attenzione e speranza.

RINGHIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.