DIS…CORSIVO. L’ALTRO CAPO (DEL TELEFONO)

NOSTRADAMUS di Maurizio Terzetti / Nel corso di lontane campagne elettorali, segreterie molto volonterose di comitati agguerriti si dividevano pagine e pagine dell’elenco telefonico di Perugia e chiamavano indistintamente gli abbonati per proporre questo o quel candidato.

Ne uscivano conversazioni molto eccentriche, che il più delle volte si chiudevano malamente e di fretta, ma in altre circostanze qualche risultato, almeno in termini di disponibilità all'ascolto, lo producevano.
Erano i tempi dei comizi, delle bufere di volantini che uscivano da macchine in corsa, piovendo da avambracci appoggiati a mo' di arti seminatori sui vetri abbassati dei finestrini.
Chi ti telefonava non lo sapevi, chi ti gettava in faccia festosi inviti quasi carnascialeschi in ogni stagione ti rimaneva sconosciuto per sempre. Però ti ci misuravi: tu, l'elettore, l'altro, il propagandista sentivate di esistere l'uno per l'altro, quasi quasi vi aspettavate, contavate di riconoscervi alla prossima telefonata, qualche anno dopo, di incontrarvi di nuovo, per strada, alla prossima campagna elettorale.
A telefonare, a diffondere i volantini erano sempre i coraggiosi gregari di capi che rimanevano nascosti fino al giorno del comizio generale, conclusivo. Poi andava come andava, ma la voce del leader, il cui nome tanto ti era stato sollecitato, non usciva gracchiante da una cornetta del telefono. Si distendeva dal microfono per la piazza, ti colpiva per la sua bella o brutta tonalità, era un miracolo di scoperta.
Ma adesso, se a telefonarti è il capo in persona, che cosa è successo? Quanto sono cambiate le consuetudini elettorali se a collegarsi con te è il leader in persona? Tutto è cambiato e niente di nuovo è successo. Solo, per ascoltare la voce del capo dall'altro capo del telefono (mi perdonerete il giochino verbale), devi unirti a una cerimonia collettiva, al chiuso di più o meno capaci stanze, e ascoltare l'onnivociante come ad un comizio. Tutto è cambiato e niente di nuovo è successo, tranne il fatto che alla voce non corrisponde più la faccia, c'è la prima ma manca la seconda, anche se essa è talmente nota che, sul momento, se ne può fare a meno. Il comizio telefonico inebria quanto e più della presenza fisica del leader e ne sono contento per quelli che si lasciano trasportare dall'onda anomala di questa emozione. Ma vorrei che qualcuno mi spiegasse come si fa a provare emozioni ideologiche per un capo che è diventato, semplicemente, un distinto signore come tanti che parla dall'altro capo del telefono.

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