CORSIVO

Maurizio Terzetti / A volte si ha la sensazione che il gioco del biliardo sia un’occupazione per lo svago di alcune élites o poco più, a volte si è costretti a credere che il tavolo e la stecca, i birilli, il gessetto, il contapunti e le palle da biliardo siano ancora un connotato di stile così nobile da riguardare anche la politica. Come interpretare diversamente i resoconti che escono dal dibattito che esce dalla Commissione speciale per le riforme statutarie e regolamentari di Palazzo Cesaroni? Di fatto, quei verbali stringati sono illeggibili con altri libretti di istruzione che non siano quelli contenenti le regole per il gioco del biliardo. Senza fare torto a nessuno dei partecipanti al confronto consiliare, vi prego di credermi sulla parola che le formule con cui ogni gruppo impegna se stesso nel prendere posizione sulla nuova legge elettorale regionale umbra assomigliano a un costante, defatigante, poco intrigante, gioco di sponde e di rinterzi al termine del quale si spera, ma non è ancora certo, che la palla finisca in buca col massimo del punteggio.

Sul tavolo verde vero e proprio, in mezzo a fumose atmosfere da retro bar o a più illuminate

sale di Circoli cittadini, il guizzare delle sfere e l'infilata dei birilli regalano emozioni tanto a chi gioca quanto a chi

assiste. Qui no. Dal biliardo di palazzo Cesaroni nessuno dei partecipanti ci spiega l'incomprensibile partita, nessuno ce ne fa una cronaca, nessuno si cimenta nel gioco di uscire dalle formule per spiegare i motivi autentici delle prese di posizione

di maggioranza e di minoranze. Si vorrebbe sapere che cosa c'è dietro il turno unico, che cosa nasconde e tutela il ballottaggio, che partita si gioca sulla preferenza di genere, quanto costa il collegio unico per l'Umbria anziché la ripresa delle due dimensioni provinciali. A proposito di dimensioni provinciali: bisognerebbe far sapere che il metodo D'Hondt, per l'attribuzione dei seggi al quale tutti i contendenti fanno riferimento, era quello usato per le elezioni provinciali oltre che per l'elezione dei Senatori della Repubblica. Aria passata, le Province, il Senato. Ma D'Hondt porterà davvero così bene a chi lo usa? E, per finire, sempre a proposito di istituzioni rottamate: stai a vedere che qualcuno che di queste cose se ne intende decide, ipso facto, di dare una sbocciata colossale alla partita di biliardo che si trascina in Regione e convince tutti che un leader di sua scelta può accettare turni unici, doppi, ballottaggi e rinterzi vari?

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