DIS…CORSIVO. LA COMETA 67P: IL SOGNO E LA RAGIONE

NOSTRADAMUS di Maurizio Terzetti / Quando, il prossimo Natale, metteremo la stella cometa sul presepio di casa, il pensiero andrà inevitabilmente alla 67P/Churyumov-Gerasimenko raggiunta da una straordinaria impresa umana di avvicinamento e atterraggio. Non fa niente che la cometa vista e rivista attraverso le immagini arrivate dalla sonda Rosetta sia un sasso gigantesco di ghiaccio perduto nella notte cosmica. Come l’allunaggio del 1969 non è riuscito a deprimere la poesia della luna, così l’atterraggio del lander Philae non toglierà nulla all’immaginazione umana a proposito di comete, che continueranno a identificarsi con la scia luminosa e con la coda segmentata che ognuno di noi riproduce quando posa, come ultimo atto, la stella di porporina sulla mangiatoia del presepio.

Sta di fatto, in ogni caso, che l’impresa stratosferica compiuta qualche giorno fa è una di quelle anticipazioni del futuro lontanissimo e di quelle immersioni nel passato delle origini che ci fanno sentire, proprio per la grandezza dell’evento, minuscoli e davvero bisognosi di qualcosa a cui aggrapparci nell’universo. Posti quei confini irraggiungibili del passato e quelle mete insondabili del futuro in base ai quali ci chiediamo da dove veniamo e dove andiamo, pensare alla cometa, alla sua grigia forma attuale e al futuro di illuminazione solare che l’attende, può servirci per riflettere un po’ sulle aspirazioni che sono alla base di ogni nostro progetto di vita, singolo o collettivo. Ciò che oggi è in ombra, è destinato ad accendersi. Non c’è bisogno di accendere artificialmente oggi ciò che, per sua evoluzione, diventerà splendente domani. Dobbiamo accontentarci – e non è poco – di adoperare la ragione per studiare obiettivi ambiziosi di avvicinamento alla natura, o alla storia, e di conoscenza dei meccanismi di funzionamento, della natura o della storia, utili a farci vivere meglio nella società che condividiamo.

Le grandi tensioni sociali che agitano il mondo, gli sconvolgimenti politici che abbiamo alle porte di casa, la conflittualità per il lavoro che incattivisce gli animi in molti angoli d’Italia e, in maniera non secondaria, in Umbria, la rissosità politica per contendersi piccole e grandi posizioni di potere: tutto ciò dovrebbe trovare, finalmente, un ridimensionamento autentico pensando alla cometa 67P e alla grande valorizzazione dell’ingegno umano che esce dal successo dell’impresa della sonda Rosetta e del suo lander Philae.

È molto probabile, invece, che a Natale, fra poco più di un mese, quando poseremo la cometa sul presepio di casa, dal televisore ci giungeranno ancora immagini di bestialità e notizie di clamori di piazza. La cometa, allora, non sarà servita a nulla? Nell’immediato, sono convinto anch’io che sarà così: la cometa passerà sui nostri cieli di disoccupazione e di recessione come un sasso grigio, come un barattolo inutile che ruota nell’universo con somma indifferenza della politica e della cultura. Ma in un tempo più lontano, quando le coscienze si saranno lasciate riconquistare dalla “favola” di un universo percorribile con precisione millimetrica, i nostri obiettivi di tutti i giorni, le tattiche e le strategie, i massimalismi e gli istrionismi dovranno per forza di cose uniformarsi anch’essi all’ordine superiore dell’universo che ci governa e che possiamo, addirittura, avvicinare con la ragione oltre che pensare con la fede. Nessuno dovrà abdicare a niente delle sue opzioni culturali e politiche, ognuno dovrà solo limitarsi a sentire il richiamo di una ragione così forte da essere anche ragionevolezza.

Pare che il lander Philae si sia addormentato per qualche tempo dopo avere compiuto, sulla massa della cometa 67P, molta parte del lavoro per il quale era stato programmato. Ragionevolezza, come dichiarano gli scienziati che guidano tutta la straordinaria operazione cosmica, è saper accettare anche questo assopimento. Sulla terra, il suo equivalente possa essere un sogno rasserenante, un veleno meno pungente, una bile meno versata, una contrattazione pacata e, da entrambe le parti, fatta guardando le notti stellate solcate dalle comete. E, se tutto ciò, non sarà possibile ancora per il prossimo Natale, si può sempre confidare nel percorso della 67P, che nella prossima estate, ad agosto, sarà così vicina al sole da poter risvegliare le batterie del lander Philae, farci uscire dalla violenza e correre dietro alla coda luminosa che quel sasso di ghiaccio, come ultimo atto della sua interminabile esistenza, potrà avere generato.

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